Capitolo 17 — Nozioni di base di diritto civile

Parte Terza — Competenze del dirigente scolastico in materia giuridica ed amministrativa

17.1 Introduzione

17.1.1 La struttura del codice civile

Il codice civile (Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262) è organizzato in sei libri: Persone e famiglia (I), Successioni (II), Proprietà (III), Obbligazioni (IV), Lavoro (V), Tutela dei diritti (VI), preceduti dalle Disposizioni sulla legge in generale (le “preleggi”).

17.1.2 Le posizioni soggettive del diritto civile

Le principali posizioni soggettive sono il diritto soggettivo (pretesa tutelata direttamente dall’ordinamento), l’interesse legittimo (rilevante soprattutto nei rapporti con la P.A.), il diritto potestativo (potere di modificare unilateralmente una situazione giuridica altrui) e l’obbligo.

17.1.3 Principali definizioni

La capacità giuridica (attitudine a essere titolari di diritti e doveri) si acquista con la nascita; la capacità di agire (attitudine a compiere validamente atti giuridici) si acquista, di norma, con il compimento della maggiore età (18 anni).

17.1.4 Persone giuridiche ed enti non riconosciuti

Le persone giuridiche (associazioni riconosciute, fondazioni, società) godono di autonomia patrimoniale perfetta; gli enti non riconosciuti (associazioni non riconosciute, comitati, artt. 36-38 c.c.), pur privi di personalità giuridica, sono comunque soggetti di diritto, con un’autonomia patrimoniale imperfetta.

17.2 La famiglia

17.2.1 La nozione giuridica di famiglia

L’art. 29 Cost. definisce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”, nozione che l’evoluzione legislativa e giurisprudenziale ha progressivamente arricchito, riconoscendo rilevanza giuridica anche ad altre formazioni familiari.

17.2.2 La riforma del diritto di famiglia

La legge 19 maggio 1975, n. 151 ha riformato organicamente il diritto di famiglia, sancendo la parità giuridica e morale tra i coniugi, abolendo la potestà maritale e introducendo la comunione legale dei beni quale regime patrimoniale legale in mancanza di diversa convenzione.

17.2.3 I rapporti familiari riconosciuti dall’ordinamento giuridico

L’ordinamento riconosce il rapporto di coniugio, la filiazione (oggi pienamente equiparata, per effetto della legge 219/2012 e del D.Lgs. 154/2013, indipendentemente dalla nascita dentro o fuori dal matrimonio), la parentela e l’affinità.

17.2.4 Il matrimonio

Il matrimonio è al contempo atto (negozio giuridico) e rapporto: può essere celebrato con rito civile o con rito religioso (concordatario) con effetti civili, previa pubblicazione e nel rispetto dei requisiti di capacità matrimoniale.

17.2.5 Gli effetti del matrimonio

Dal matrimonio derivano diritti e doveri reciproci tra i coniugi: fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione, coabitazione, oltre agli effetti patrimoniali connessi al regime scelto (comunione o separazione dei beni).

17.2.6 La cessazione del rapporto matrimoniale: separazione e divorzio

La separazione (consensuale o giudiziale) sospende gli effetti del matrimonio senza scioglierlo; il divorzio, disciplinato dalla legge 1° dicembre 1970, n. 898, ne determina lo scioglimento definitivo, con termini ridotti dalla legge 6 maggio 2015, n. 55 (“divorzio breve”).

17.2.7 Le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze di fatto

La legge 20 maggio 2016, n. 76 (“legge Cirinnà”) disciplina le unioni civili tra persone dello stesso sesso, cui riconosce effetti giuridici in larga parte assimilabili al matrimonio, e le convivenze di fatto, cui riconosce alcuni specifici diritti reciproci.

17.3 I diritti reali

17.3.1 La proprietà

Ai sensi dell’art. 832 c.c., la proprietà è il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, nei limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico.

17.3.2 Il possesso

Il possesso (art. 1140 c.c.) è il potere di fatto su una cosa che si manifesta come esercizio della proprietà o di altro diritto reale, indipendentemente dalla titolarità effettiva del diritto.

17.3.3 Possesso e detenzione

Il possesso si distingue dalla detenzione in base all’elemento soggettivo (animus): chi possiede intende esercitare il diritto come proprio (animus possidendi), chi detiene riconosce l’altrui diritto sulla cosa.

17.3.4 I diritti reali parziari

I diritti reali di godimento su cosa altrui (o “parziari”) comprendono usufrutto, uso, abitazione, servitù prediali, superficie ed enfiteusi, ciascuno con un proprio ambito di facoltà limitate rispetto alla piena proprietà.

17.4 Il rapporto obbligatorio e i principali tipi di obbligazione

17.4.1 Nozione di obbligazione

L’obbligazione è il rapporto giuridico in forza del quale un soggetto (debitore) è tenuto a una prestazione (di dare, fare o non fare) nei confronti di un altro soggetto (creditore).

17.4.2 Classificazione delle obbligazioni

Le obbligazioni si distinguono, tra l’altro, in obbligazioni di dare, fare e non fare; semplici o solidali; divisibili o indivisibili; di mezzi (impegno alla diligenza) o di risultato (garanzia dell’esito).

17.4.3 Obbligazioni pecuniarie

Le obbligazioni pecuniarie hanno per oggetto somme di denaro, soggette al principio nominalistico e alla disciplina degli interessi legali e convenzionali.

17.4.4 Le fonti delle obbligazioni

L’art. 1173 c.c. individua come fonti delle obbligazioni il contratto, il fatto illecito e ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento giuridico.

17.4.5 Atti o fatti idonei a produrre un’obbligazione

Rientrano tra questi ultimi la promessa unilaterale, la gestione di affari altrui, l’arricchimento senza causa e il pagamento dell’indebito.

17.4.6 L’adempimento

L’adempimento è l’esatta esecuzione della prestazione dovuta, da effettuarsi con la diligenza del buon padre di famiglia (o, per le prestazioni professionali, la diligenza specifica richiesta dalla natura dell’attività, art. 1176 c.c.).

17.4.7 Modi di estinzione delle obbligazioni diversi dall’adempimento

L’obbligazione può estinguersi, oltre che con l’adempimento, per compensazione, novazione, remissione del debito, confusione o impossibilità sopravvenuta della prestazione non imputabile al debitore.

17.4.8 L’inadempimento

L’inadempimento è la mancata o inesatta esecuzione della prestazione dovuta, imputabile al debitore per dolo o colpa.

17.4.9 La mora del debitore

La mora del debitore è il ritardo qualificato nell’adempimento, che comporta specifiche conseguenze giuridiche (decorrenza degli interessi moratori, passaggio del rischio della prestazione).

17.4.10 Il risarcimento del danno da inadempimento

Il risarcimento del danno da inadempimento comprende, ai sensi dell’art. 1223 c.c., sia il danno emergente (la perdita subita) sia il lucro cessante (il mancato guadagno), nei limiti della prevedibilità del danno salvo dolo.

17.4.11 La clausola penale e la caparra

La clausola penale (art. 1382 c.c.) è la liquidazione convenzionale preventiva del danno da inadempimento o ritardo; la caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) è la somma versata a titolo di garanzia e anticipo, con funzione di liquidazione forfettaria del danno in caso di inadempimento della controparte.

17.4.12 La responsabilità patrimoniale nel rapporto fra privati

L’art. 2740 c.c. sancisce il principio della responsabilità patrimoniale: il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri.

17.5 Il contratto

17.5.1 La nozione di contratto e l’autonomia privata

Ai sensi dell’art. 1321 c.c., il contratto è l’accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale, espressione del principio di autonomia privata.

17.5.2 Gli elementi essenziali

Gli elementi essenziali del contratto (art. 1325 c.c.) sono l’accordo delle parti, la causa, l’oggetto e, quando richiesta dalla legge, la forma.

17.5.3 Gli elementi accidentali

Gli elementi accidentali — condizione, termine e modo (onere) — non sono essenziali alla validità del contratto, ma, se apposti dalle parti, ne divengono parte integrante e vincolante.

17.5.4 La rappresentanza

La rappresentanza è il potere, conferito per legge o per volontà delle parti, di agire in nome e per conto altrui, con effetti giuridici che si producono direttamente nella sfera del rappresentato.

17.5.5 La formazione del contratto

Il contratto si forma, secondo il modello generale dell’art. 1326 c.c., con l’incontro tra la proposta e l’accettazione.

17.5.6 Il contratto preliminare

Il contratto preliminare è il contratto con cui le parti si obbligano reciprocamente a stipulare, in un momento successivo, un contratto definitivo dal contenuto già determinato.

17.5.7 L’autonomia contrattuale

L’art. 1322 c.c. riconosce alle parti la libertà di determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge, e di concludere anche contratti atipici, purché diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela.

17.5.8 Modi di risoluzione del contratto

Il contratto può risolversi per inadempimento di una delle parti, per impossibilità sopravvenuta della prestazione, o per eccessiva onerosità sopravvenuta in caso di contratti a esecuzione continuata o differita.

17.5.9 L’interpretazione del contratto

L’interpretazione del contratto si fonda su criteri soggettivi (la comune intenzione delle parti, art. 1362 c.c.) e su criteri oggettivi (tra cui il principio di buona fede, art. 1366 c.c.).

17.6 Patologia contrattuale e tutela dei diritti

17.6.1 L’inefficacia del contratto

Un contratto è inefficace quando, pur essendo validamente concluso, non produce (in tutto o in parte) i propri effetti, ad esempio per il mancato avveramento di una condizione sospensiva.

17.6.2 L’invalidità del contratto

L’invalidità si distingue in nullità (per mancanza di un elemento essenziale, contrarietà a norme imperative o illiceità della causa) e annullabilità (per vizi del consenso — errore, violenza, dolo — o incapacità di una delle parti).

17.6.3 La rescissione

La rescissione (artt. 1447-1448 c.c.) è il rimedio previsto per i contratti conclusi in stato di pericolo o in stato di bisogno, con approfittamento della controparte.

17.6.4 La risoluzione

La risoluzione determina lo scioglimento di un contratto validamente concluso, per cause sopravvenute (inadempimento, impossibilità, eccessiva onerosità), a differenza dell’invalidità che attiene invece a vizi originari del contratto.

17.7 Rinvii

Per gli approfondimenti relativi alla responsabilità civile del personale scolastico e del dirigente si rinvia al Capitolo 19; per i profili di diritto amministrativo si rinvia al Capitolo 18.





Fonti citate in questo capitolo

Elenco estratto automaticamente dai riferimenti normativi presenti nel testo: copre la maggior parte delle citazioni ma può non essere esaustivo al 100% (alcuni riferimenti discorsivi possono sfuggire all’estrazione automatica). Il capitolo è materiale di studio originale, scritto sulla base di conoscenza normativa generale e non sottoposto a verifica sistematica riga per riga su fonte esterna in fase di stesura — a differenza delle Aree tematiche e delle Tracce reali, trascritte testualmente dai documenti ufficiali del concorso. Prima di uno studio approfondito si raccomanda di riscontrare i riferimenti più tecnici sul testo integrale delle fonti elencate (Normattiva, Gazzetta Ufficiale).


Test di verifica

Quiz di autovalutazione — 10 domande a risposta multipla. Non sono domande ufficiali del concorso.

  1. La capacità di agire si acquista, di norma, con:

    • a) la nascita
    • b) il compimento dei 18 anni
    • c) il matrimonio
    • d) l’iscrizione all’anagrafe Risposta: b
  2. La riforma del diritto di famiglia del 1975 ha introdotto, tra l’altro:

    • a) la comunione legale dei beni come regime patrimoniale legale
    • b) il divorzio breve
    • c) le unioni civili
    • d) l’abolizione del matrimonio civile Risposta: a
  3. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono disciplinate da:

    • a) legge 151/1975
    • b) legge 76/2016
    • c) legge 898/1970
    • d) legge 219/2012 Risposta: b
  4. Il possesso si distingue dalla detenzione per:

    • a) il valore economico del bene
    • b) l’elemento soggettivo (animus possidendi)
    • c) la durata del rapporto
    • d) la forma scritta Risposta: b
  5. Le fonti delle obbligazioni, ai sensi dell’art. 1173 c.c., sono:

    • a) solo il contratto
    • b) contratto, fatto illecito e ogni altro atto/fatto idoneo secondo l’ordinamento
    • c) solo la legge
    • d) solo il fatto illecito Risposta: b
  6. Il risarcimento del danno da inadempimento comprende:

    • a) solo il danno emergente
    • b) danno emergente e lucro cessante
    • c) solo il lucro cessante
    • d) nessun danno patrimoniale Risposta: b
  7. La clausola penale ha la funzione di:

    • a) liquidare preventivamente il danno da inadempimento
    • b) sostituire il contratto preliminare
    • c) annullare il contratto
    • d) sospendere gli effetti del matrimonio Risposta: a
  8. Gli elementi essenziali del contratto sono:

    • a) accordo, causa, oggetto, forma (se richiesta)
    • b) solo l’accordo
    • c) condizione e termine
    • d) solo la causa Risposta: a
  9. La nullità del contratto ricorre, tra l’altro, in caso di:

    • a) errore della parte
    • b) mancanza di un elemento essenziale o illiceità della causa
    • c) stato di bisogno di una parte
    • d) eccessiva onerosità sopravvenuta Risposta: b
  10. La rescissione del contratto è rimedio previsto per:

    • a) contratti conclusi in stato di pericolo o di bisogno con approfittamento della controparte
    • b) qualsiasi inadempimento
    • c) l’impossibilità sopravvenuta
    • d) la sola incapacità di agire Risposta: a