Capitolo 14 — La regolamentazione della vita scolastica

Parte Seconda — Gestione dell’istituzione scolastica

14.1 La necessità di regole nell’educazione e nella vita della comunità scolastica

La vita scolastica richiede un impianto di regole condivise, che contemperi le esigenze educative con il rispetto dei diritti fondamentali di ciascuno studente, secondo un modello progressivamente evolutosi da un impianto autoritario a uno partecipativo e garantista.

14.1.1 Lo Statuto delle studentesse e degli studenti

Lo Statuto delle studentesse e degli studenti (D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249) riconosce per la prima volta in modo organico diritti e doveri degli studenti nella scuola secondaria, ponendo fine all’impianto prevalentemente disciplinare-repressivo previgente.

14.1.2 I diritti degli studenti nella scuola dell’autonomia

Lo Statuto riconosce agli studenti il diritto a una formazione culturale qualificata, all’informazione, alla partecipazione attiva alla vita della scuola, alla riservatezza e al rispetto della propria identità.

14.1.3 I doveri degli studenti nella scuola dell’autonomia

Corrispondentemente, gli studenti sono tenuti alla frequenza regolare, alla correttezza nei comportamenti, al rispetto degli altri e del personale della scuola, alla cura degli ambienti e delle attrezzature, all’osservanza del regolamento di istituto.

14.1.4 Il Regolamento di disciplina del 1998 nel confronto con quello del 1925

Lo Statuto del 1998 supera l’impianto del previgente Regio Decreto 4 maggio 1925, n. 653, che prevedeva sanzioni disciplinari (fino all’espulsione) prive di adeguate garanzie di contraddittorio, introducendo i principi di proporzionalità, gradualità e la possibilità di conversione delle sanzioni in attività a favore della comunità scolastica.

14.1.5 Le modifiche introdotte con D.P.R. n. 235/2007

Il D.P.R. 21 novembre 2007, n. 235, adottato a seguito di gravi episodi di violenza e bullismo nelle scuole, inasprisce le sanzioni per i comportamenti più gravi (fino all’allontanamento definitivo, con esclusione dallo scrutinio finale nei casi di reati che violano la dignità della persona) e rafforza le garanzie procedurali, introducendo l’organo di garanzia e il Patto educativo di corresponsabilità.

14.1.6 Cellulari e dispositivi elettronici personali: dal divieto di utilizzo all’integrazione nella scuola digitale

L’uso dei dispositivi elettronici personali durante le lezioni, storicamente vietato (circolare ministeriale 2007), è stato negli anni più recenti disciplinato con un approccio più articolato, orientato al divieto generalizzato per finalità non didattiche, salva la possibilità di un utilizzo guidato e consapevole per specifiche attività didattiche autorizzate dal docente, in coerenza con le priorità di educazione alla cittadinanza digitale.

14.1.7 Il procedimento disciplinare a carico dello studente

Il procedimento disciplinare garantisce il contraddittorio, la previa comunicazione degli addebiti allo studente e alla famiglia, la possibilità di conversione della sanzione in attività a favore della comunità scolastica, nel rispetto dei principi di proporzionalità e gradualità.

14.1.8 Il ricorso avverso le sanzioni disciplinari

Lo studente può proporre ricorso avverso le sanzioni disciplinari all’organo di garanzia interno entro 15 giorni dalla comunicazione; per le violazioni relative all’applicazione dello Statuto è inoltre previsto il ricorso all’organo di garanzia regionale, istituito presso ciascun Ufficio Scolastico Regionale.

14.1.9 Le ulteriori modifiche introdotte dalla legge n. 169/2008: il voto di comportamento

Si veda quanto già illustrato al Capitolo 2, § 2.3.3, in relazione all’introduzione del voto di comportamento con valore di sbarramento.

14.2 Il Patto educativo di corresponsabilità

Il Patto educativo di corresponsabilità, introdotto dal D.P.R. 235/2007, è il documento sottoscritto da scuola e famiglia (e, nella secondaria di secondo grado, dallo stesso studente) all’atto dell’iscrizione, che esplicita i reciproci diritti e doveri.

14.2.1 Il coinvolgimento della comunità scolastica nella costruzione del Patto

Il Patto è elaborato con il contributo di docenti, genitori e studenti, secondo un processo partecipativo che ne rafforza il valore condiviso e non meramente formale.

14.2.2 Il contenuto del Patto educativo: impegni di scuola, famiglia, studenti

Il Patto definisce gli impegni della scuola (offerta formativa di qualità, comunicazione trasparente), della famiglia (collaborazione, vigilanza, partecipazione) e degli studenti (rispetto delle regole, impegno nello studio, comportamento corretto).

14.2.3 Bullismo e cyberbullismo – La legge n. 71/2017

La legge 29 maggio 2017, n. 71 (“Disposizioni per la tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”) impone a ogni scuola l’individuazione di un docente referente per il cyberbullismo, l’adozione di codici di autoregolamentazione e prevede, per i minori ultraquattordicenni, la possibilità dell’ammonimento del questore.

14.2.4 L’educazione alla parità tra i sessi: trasparenza del PTOF

La legge 107/2015 (comma 16) promuove l’educazione alla parità tra i sessi e la prevenzione della violenza di genere, con obbligo di trasparenza nel PTOF sulle iniziative adottate dalla scuola in tale ambito.

14.3 Il Regolamento d’istituto

14.3.1 Competenza di emanazione del Regolamento

Il regolamento d’istituto è adottato dal consiglio di istituto, quale atto organizzativo generale che integra e attua, a livello di singola scuola, i principi dello Statuto delle studentesse e degli studenti.

14.3.2 Il contenuto del Regolamento d’istituto

Il regolamento disciplina l’organizzazione interna della scuola in tutti i suoi aspetti: vigilanza sugli alunni, iscrizioni, viaggi di istruzione, formazione delle classi, funzionamento degli organi collegiali, accesso agli atti, controllo delle autocertificazioni, iniziative assistenziali.

14.3.3 La regolamentazione della vigilanza sugli alunni

Il regolamento disciplina l’obbligo di vigilanza dei docenti (e, per i profili di competenza, del personale ausiliario), che si estende dall’ingresso all’uscita degli alunni, con particolare rilievo nei momenti di maggiore rischio (intervallo, mensa, cambio dell’ora), fonte di responsabilità ai sensi dell’art. 2048 c.c. (si veda il Capitolo 19).

14.3.4 La regolamentazione delle iscrizioni

Il regolamento definisce le modalità organizzative locali per la gestione delle domande di iscrizione, in coerenza con la disciplina generale già illustrata al Capitolo 2, § 2.4.

14.3.5 Organizzazione dell’ampliamento dell’offerta formativa, delle visite e dei viaggi di istruzione

Il regolamento disciplina le procedure di autorizzazione dei viaggi di istruzione e delle uscite didattiche, la responsabilità degli accompagnatori e il rapporto numerico tra alunni e accompagnatori.

14.3.6 La formazione delle classi, l’assegnazione ad esse dei docenti, il calendario scolastico

Il regolamento traduce, a livello di istituto, i criteri generali deliberati dagli organi collegiali in materia di formazione delle classi, assegnazione dei docenti e adattamento del calendario scolastico.

14.3.7 Regolamento degli organi collegiali

Il regolamento disciplina le modalità di convocazione, funzionamento e verbalizzazione degli organi collegiali dell’istituto, integrando la disciplina generale (si veda il Capitolo 11, § 11.2).

14.3.8 Regolamentazione dell’accesso agli atti

Il regolamento definisce le modalità organizzative di esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi, in attuazione della legge 241/1990 (si veda il Capitolo 18).

14.3.9 Regolamentazione del controllo delle autocertificazioni

Il regolamento disciplina le procedure di verifica a campione delle dichiarazioni sostitutive rese dalle famiglie ai sensi del D.P.R. 445/2000, quale garanzia di legittimità dell’azione amministrativa.

14.3.10 Regolamentazione dello svolgimento di iniziative assistenziali

Il regolamento può disciplinare le modalità di erogazione di iniziative di supporto agli studenti in condizioni di disagio economico o sociale (esenzioni contributive, fondi di solidarietà interni).

14.3.11 Il Regolamento di disciplina nella scuola primaria

Anche nella scuola primaria, pur in assenza di uno Statuto specifico paragonabile a quello della secondaria, il regolamento di istituto adatta i principi generali di proporzionalità e gradualità all’età degli alunni, con un approccio prevalentemente educativo, orientato al recupero della relazione più che alla sanzione.





Fonti citate in questo capitolo

Elenco estratto automaticamente dai riferimenti normativi presenti nel testo: copre la maggior parte delle citazioni ma può non essere esaustivo al 100% (alcuni riferimenti discorsivi possono sfuggire all’estrazione automatica). Il capitolo è materiale di studio originale, scritto sulla base di conoscenza normativa generale e non sottoposto a verifica sistematica riga per riga su fonte esterna in fase di stesura — a differenza delle Aree tematiche e delle Tracce reali, trascritte testualmente dai documenti ufficiali del concorso. Prima di uno studio approfondito si raccomanda di riscontrare i riferimenti più tecnici sul testo integrale delle fonti elencate (Normattiva, Gazzetta Ufficiale).


Test di verifica

Quiz di autovalutazione — 10 domande a risposta multipla. Non sono domande ufficiali del concorso.

  1. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti è stato adottato con:

    • a) DPR 249/1998
    • b) DPR 235/2007
    • c) legge 71/2017
    • d) legge 107/2015 Risposta: a
  2. Il DPR 235/2007 ha, tra l’altro:

    • a) abolito le sanzioni disciplinari
    • b) inasprito le sanzioni per i comportamenti più gravi e introdotto l’organo di garanzia
    • c) istituito la scuola media unica
    • d) introdotto il voto in condotta Risposta: b
  3. Il ricorso avverso le sanzioni disciplinari va proposto all’organo di garanzia interno entro:

    • a) 5 giorni
    • b) 15 giorni
    • c) 30 giorni
    • d) 60 giorni Risposta: b
  4. Il Patto educativo di corresponsabilità è stato introdotto da:

    • a) DPR 235/2007
    • b) legge 71/2017
    • c) DPR 249/1998
    • d) legge 107/2015 Risposta: a
  5. La legge 71/2017 riguarda:

    • a) il bullismo e cyberbullismo
    • b) l’educazione civica
    • c) l’inclusione scolastica
    • d) il dimensionamento scolastico Risposta: a
  6. Il regolamento d’istituto è adottato da:

    • a) il collegio dei docenti
    • b) il consiglio di istituto
    • c) il dirigente scolastico da solo
    • d) l’USR Risposta: b
  7. L’obbligo di vigilanza sugli alunni è fonte di responsabilità ai sensi di:

    • a) art. 2048 c.c.
    • b) art. 2043 c.c. soltanto
    • c) legge 241/1990
    • d) DPR 445/2000 Risposta: a
  8. Il previgente Regolamento di disciplina del 1925 si caratterizzava per:

    • a) ampie garanzie di contraddittorio
    • b) un impianto sanzionatorio privo di adeguate garanzie difensive
    • c) l’assenza di sanzioni
    • d) la partecipazione degli studenti alle decisioni Risposta: b
  9. Il referente per il cyberbullismo è previsto da:

    • a) legge 71/2017
    • b) DPR 249/1998
    • c) legge 107/2015
    • d) D.Lgs. 66/2017 Risposta: a
  10. Nella scuola primaria, l’approccio disciplinare è orientato prevalentemente:

    • a) alla sanzione severa
    • b) al recupero educativo della relazione
    • c) all’espulsione automatica
    • d) all’intervento esclusivo dei genitori Risposta: b